Cittadinanza Italiana “iure sanguinis”

disegno con mani dei discendenti degli emigranti italiani

Avvocato per Cittadinanza Iure-Sanguinis

Nel seguito viene mostrato l’elenco dei servizi messi a disposizione dallo Studio per tutti i discendenti di avi Italiani che richiedono l’acquisizione della cittadinanza tramite il procedimento “iure-sanguinis”. In fondo alla pagina vengono inoltre illustrate la storia e le peculiarità di tale ricorso.

Preparazione della Documentazione

Innanzitutto occorre valutare la disponibilità della documentazione provante il legame di sangue con l’avo. Lo Studio mette quindi a disposizione un servizio di ricerca dei certificati di nascita/battesimo/matrimonio; il costo dipende dalla complessità della ricerca, che può variare per ciascun caso specifico (es.: ricerche aggiuntive in seguito a danni dovuti a guerre/terremoti etc..).

Analisi della Documentazione

Successivamente, si passa all’analisi della documentazione per la valutazione della fattibilità del processo giudiziale. L’eventuale presenza di errori viene notificata così da consentire l’applicazione delle dovute correzioni ufficiali.

Processo in Tribunale

Se i documenti provano la linea di sangue, allora lo Studio mette a disposizione dei richiedenti l’assistenza processuale per il ricorso nei termini dell’art. 702/bis del Codice di Procedura Civile nel Tribunale di Roma (linea materna) e per il ricorso per attesa nelle liste consolari/amministrative superiore ai due anni.

Assistenza Post-Processo

Successivamente all’emissione della sentenza/decreto da parte del giudice, la procedura richiede ulteriori passaggi burocratici: ritiro copia autentica della sentenza e diritti di segreteria, invio degli atti di stato civile (atto di nascita/matrimonio) e sentenza ai Comuni; controllo delle trascrizioni nei registri di stato civile ed invio delle trascrizioni presso residenza scelta (per poter iscriversi all’AIRE), possono chiedere passaporto tramite consolato oppure in italia.

Domande Frequenti

In cosa consiste il procedimento “iure sanguinis”?

La legge italiana 5.02.1992 n. 91 prevede la possibilità per i discendenti degli italiani di ottenere la cittadinanza italiana per diritto di sangue e senza limiti di generazioni. L’Italia è l’unico paese che offre questa opzione a differenza di molti altri che limitano la possibilità di ottenere la cittadinanza a poche generazioni. Per ottenere la cittadinanza italiana è necessario dimostrare la propria discendenza italiana presentando tutti i documenti di nascita e di matrimonio a partire dall’avo italiano fino ad arrivare ai candidati interessati. Il principio giuridico che disciplina il riconoscimento della cittadinanza, adottato dallo Stato italiano, è JURE SANGUINIS (per legame di sangue).

Perché la discendenza materna è così peculiare?

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 30 del 9 febbraio 1983, ha dichiarato incostituzionale l’art. 1 della L. n. 555/1912, nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino italiano per nascita il figlio di madre cittadina, in violazione degli artt. 3 e 29 della Costituzione. Sulla scorta dell’intervento della Corte Costituzionale, l’equiparazione tra uomo e donna in materia di cittadinanza è stato affermato a livello normativo dapprima con la Legge n. 123 del 21 aprile 1983, art. 5 (“E’ cittadino italiano il figlio minorenne, anche adottivo, di padre cittadino o madre cittadina”), e successivamente dall’art. 1, lettera a) della Legge n. 91 del 1992, il quale recita, più incisivamente, che “è cittadino italiano per nascita il figlio di padre o di madre cittadini”.

Pertanto, possono richiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis anche i discendenti di madre italiana, purché nati dopo il 1° gennaio 1948, data di entrata in vigore della Costituzione, e a condizione che questa fosse in possesso dello status civitatis al momento della nascita dei figli. Questo è l’orientamento seguito dal Ministero dell’Interno, ma la Corte di Cassazione, con una sentenza a Sezioni Unite del 2009, ha riconosciuto il diritto ad ottenere la cittadinanza italiana in sede giudiziale anche per i discendenti per via materna nati prima del 1948. I discendenti di donne italiane emigrate all’estero, nate prima del 1 gennaio 1948 (data di entrata in vigore della Costituzione), possono quindi veder riconosciuto il loro stato di cittadini italiani iure sanguinis avviando un processo in Italia.

Parlaci Del Tuo Caso

Compila il modulo di contatto tramite il link sottostante per ricevere la nostra assistenza, descrivendo brevemente il servizio e le date richieste. Rispondiamo via mail entro 3 ore. Per le urgenze è possibile contattare il numero +393291379462.