Incidente stradale

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È necessario rivolgersi ad un Avvocato?

In caso di sinistri stradali, l’errore più grande in cui incorre il danneggiato è quello di voler trattare in autonomia con la compagnia assicurativa senza, però, sapere che sovente l’offerta della compagnia assicuratrice per la liquidazione del danno è di molto inferiore a quanto la persona dovrebbe ottenere per le lesioni e i danni riportati a causa dell’incidente stradale.

Negli ultimi anni, la legislazione e le procedure da seguire in caso di danni causati da incidenti stradali hanno subito numerose modifiche. Non sempre è facile ottenere il risarcimento dei danni derivanti da un sinistro stradale, ed è ancora più difficile acquisirlo in tempi rapidi. Ecco perché è bene, sin dalle prime battute, rivolgersi ad un buon avvocato, il quale fa sì che la pratica venga trattata speditamente dalle Assicurazioni. Si tenga presente che le spese per l’avvocato vengono sempre rimborsate dall’assicurazione, nel caso in cui il cliente sia dalla parte della ragione. 

Le compagnie assicuratrici cercano di liquidare il danno nel minor tempo possibile al solo fine di evitare l’intervento di un avvocato esperto in infortunistica stradale. Questa prassi consente loro sia di limitare l’entità del risarcimento a Voi dovuto che di risparmiare la parcella del professionista che è sempre a carico della compagnia assicurativa. Pertanto, è importante rivolgersi ad un Avvocato esperto in infortunistica stradale. Gli avvocati dello Studio Legale Cannizzaro, in tale settore, assicurano un’assistenza costante e personalizzata che mira a garantire il massimo risultato ottenibile in relazione al caso specifico. 

Mettiti in contatto con noi tramite il modulo delle richieste per una prima valutazione senza impegno del tuo caso.

Tipologie di Danno da Incidente Stradale

Quando l’assicurazione propone una somma come risarcimento per l’incidente stradale, la divide in due voci:

  • danni materiali (al mezzo): rappresentano le spese per riparare la macchina danneggiata dall’incidente. 
  • danni alla persona: comprendono il danno patrimoniale, il danno biologico e l’nvalidità totale o parziale. Vedremo a breve come si calcolano.

A loro volta queste due specie di danni si suddividono in altre voci risarcibili:

  • danni morali
  • danni da mancato guadagno per impossibilità di svolgere l’attività lavorativa
  • danni per il mancato utilizzo del veicolo
  • rimborso di tutte le spese derivanti dal sinistro (spese mediche,spese di trasporto
    del veicolo…)
Approfondiamo le specifiche categorie nella sezione FAQ della pagina.

Richieste

Chiedici un parere, fai una domanda o chiedi un preventivo con il modulo sottostante. Descrivici il tuo caso per una prima valutazione gratuita. Rispondiamo entro due giorni lavorativi. 

MODULO DELLE RICHIESTE

Contatti

Siamo raggiungibili tramite telefono, mail, pec e gli altri media di comunicazione mostrati nel seguito. 

Frequently Asked Questions (FAQ)

La tua risposta potrebbe essere già qui!

Danni Materiali

Chi quantifica il danno all’automobile?

A meno che il danno non sia minimo e irrisorio (si pensi a uno specchietto retrovisore o a una striscia sulla fiancata), l’assicurazione delega un proprio perito fiduciario per valutare l’entità del danno. Questo presenta una perizia e l’assicurazione, sulla base di tale valutazione, offre all’automobilista il risarcimento per il danno al mezzo. Poiché molto spesso le offerte delle assicurazioni tendono al ribasso rispetto all’effettivo costo della riparazione, l’automobilista ha la possibilità di controbattere presentando ad esempio una fattura o un preventivo del proprio carrozziere che riconosce un danno superiore.

Posso riparare l’auto in attesa del risarcimento?

È assolutamente lecito. In questi casi è importante effettuare numerose fotografie alla parte danneggiata del mezzo, in modo da favorire la quantificazione del danno. Se l’auto ha subito danni alle parti elettriche e/o meccaniche è bene farsi rilasciare un’attestazione dal proprio meccanico degli interventi eseguiti e dei pezzi di ricambio acquistati, oltre ovviamente alla fattura.

Danni alla Persona

Come si calcola il danno alla persona?

Anche in questo caso l’assicurazione incarica un fiduciario per valutare le lesioni riportate dal danneggiato. Oltre alla voce principale – danno biologico – vengono risarcite altre voci quali,  l’invalidità temporanea totale, quella parziale ed il danno morale oltre al danno economico.

Danno biologico permanente

Le lesioni riportate con l’incidente vengono quantificate sulla base di apposite tabelle. Il risarcimento è funzione di due variabili:

  • la percentuale di danno biologico riconosciuta dall’assicurazione: tanto più è alta, tanto maggiore è il risarcimento;
  • l’età del danneggiato: tanto più è anziano, tanto minore è il risarcimento. A parità di danno, quindi, un giovane viene risarcito di più poiché è maggiore l’aspettativa di vita e, quindi, il tempo che dovrà convivere con la menomazione fisica riportata.

Le tabelle del danno biologico offrono un indice standard di liquidazione, ma è possibile un aumento percentuale “personalizzato” sino al 30% in base alla peculiarità del caso concreto e al danno arrecato alla vita di relazione del soggetto.

Invalidità temporanea

Il documento principale è costituito dal certificato del Pronto Soccorso cui è dovuto ricorrere chi ha subito un danno in conseguenza di un sinistro stradale. Occorrerà, poi, documentare lo sviluppo dell’infortunio sino all’avvenuta guarigione, avendo l’attenzione di conservare la documentazione fiscale relativa alle spese mediche sostenute che, al momento della liquidazione dei danni, verranno rimborsate. Infine, occorrerà sottoporsi a degli accertamenti medico-legali per quantificare scrupolosamente i danni subiti. 

I danni alla persona sono espressi in punti percentuali e ogni punto viene liquidato con una certa cifra che varia in funzione del numero dei punti di invalidità e dell’età del soggetto danneggiato al momento del sinistro. Si considerano nella fattispecie le seguenti voci:

  • giorni di invalidità totale: sono quelli in cui il danneggiato è stato a letto e non si è potuto muovere;
  • giorni di invalidità parziale al 75%: sono quelli in cui, pur potendosi alzare dal letto, ogni altra attività è stata pregiudicata (ad esempio se il danneggiato si alternava tra letto, poltrona e tavolo da pranzo);
  • giorni di invalidità parziale al 50%: sono quelli in cui il danneggiato ha iniziato a muoversi, a camminare ed eventualmente a svolgere una blanda attività lavorativa;
  • giorni di invalidità parziale al 25%: qui la guarigione è prossima.

Per ogni giorno di inabilità temporanea assoluta (al 100%)  vengono risarciti 46,29 euro (dati aggiornati a giugno 2015). Per ogni giorno di inabilità temporanea non assoluta viene risarcita una percentuale pari a quella dell’inabilità. Ad esempio:

  • un giorno di inabilità temporanea al 50% verrà risarcito con 23,15 euro (il 50% di 46,29).
  • un giorno di I.T. al 75% verrà risarcito con 34,72 euro (il 75% di 46,29).
  • dieci giorni di I.T. al 25% verranno risarciti con 115,72 euro (il 25% di 46,29 moltiplicato per 10 giorni).
  • dieci giorni di I.T. assoluta verranno risarciti con 462,90 euro (46,29 moltiplicato per 10 giorni).

    Il Pedone investito ha sempre ragione?

    Pedone investito da auto su strisce pedonali
    Al di là della gravità dell’incidente, in ogni caso in cui un pedone venga investito mentre attraversa la strada sulle strisce pedonali, la responsabilità del conducente del veicolo si presume sempre. Quindi il conducente sarà tenuto al risarcimento, a meno che non provi di aver fatto tutto il possibile per evitarlo. Tuttavia, ci potrebbe essere un concorso di colpa nel caso in cui si provi che il pedone, pur attraversando la strada sulle strisce pedonali, lo ha fatto nel momento in cui il semaforo a lui rivolto era rosso.

    Pedone investito da auto fuori da strisce pedonali
    Nel caso invece di pedone investito fuori dalle strisce pedonali, si presume un concorso di colpa tra conducente del veicolo e pedone stesso. Questo perché entrambi hanno degli obblighi da rispettare.

    Il conducente di un veicolo deve rallentare e nel caso fermarsi per dare la precedenza ai pedoni che abbiano già iniziato ad attraversare la strada e, in ogni caso, deve cercare di prevedere tutte le situazioni di probabile pericolo per gli utenti della strada.
    Il pedone, da parte sua, ne ha di ulteriori quando circola per strada: ad esempio quando un pedone si trova ad attraversare la strada fuori dalle strisce pedonali, deve sempre e comunque dare la precedenza ai veicoli che sopraggiungono.

    Quindi un eventuale suo comportamento negligente o imprudente può essere la causa, in concorso con il conducente del veicolo, dell’investimento e perciò determinare una differente valutazione del risarcimento. Esistono vari casi di concorso di colpa nell’investimento di un pedone, ma i principali sono:

    • L’attraversamento è stato fatto senza dare la precedenza ai veicoli che sopraggiungevano
    • L’attraversamento è stato fatto in un punto pericoloso, vietato o comunque sconsigliabile.