Ricongiungimento Familiare

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Servizi per il Ricongiungimento Familiare

Forniamo assistenza e consulenza giudiziale e amministrativa a tutti gli stranieri che desiderano presentare la domanda di ricongiungimento familiare. Ci occupiamo della valutazione della fattibilità del procedimento, dell’analisi della documentazione disponibile e mancante, fino alla presentazione della richiesta online. 

Il ricongiungimento familiare rappresenta il diritto a mantenere o a riacquistare l’unità familiare da parte di cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia nei confronti dei familiari stranieri. Esso è riconosciuto dagli artt. 28, 29 e 29 bis del D. Lgs.vo 286/98 e successive modifiche e integrazioni (Testo Unico delle leggi sull’Immigrazione). La procedura per il ricongiungimento si articola in due fasi .

  • La prima fase (in capo allo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura) comporta la verifica dei requisiti oggettivi per il rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare (titolo di soggiorno, reddito, alloggio) e di assenza di circostanze ostative di Pubblica Sicurezza;
  • La seconda fase (in capo alla Rappresentanza Consolare), strettamente connessa alla prima, comporta la verifica dei requisiti soggettivi per il rilascio del visto d’ingresso (legami di parentela e altri requisiti dei soggetti da ricongiungere).

Il rilascio del nulla osta per ricongiungimento familiare, necessario per ottenere il relativo visto di ingresso, deve essere richiesto allo Sportello Unico per l’Immigrazione del luogo di dimora. L’istanza di Nulla Osta si effettua mediante procedura telematica dopo aver generato i moduli informatici attraverso il portale del Ministero dell’Interno. A tal fine, è possibile avvalersi dell’assistenza dello Studio Legale Cannizzaro per accedere al sistema e presentare la domanda online.

I titoli di Soggiorno che consentono il ricongiungimento familiare sono la Carta di Soggiorno UE (D. Lgs. 30/2007), Carta Blu Ue, Permesso di Soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure Permesso di Soggiorno, della durata non inferiore a un anno , rilasciato per:

  • Asilo
  • Protezione sussidiaria
  • Lavoro subordinato
  • Lavoro autonomo
  • Motivi familiari
  • Motivi religiosi
  • Permesso di Soggiorno ICT (indipendentemente dalla durata)
  • Ricerca scientifica (indipendentemente dalla durata)
  • Studio

Il possesso della ricevuta di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno abilita all’inoltro della domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare.

I Famigliari per i quali è possibile chiedere il ricongiungimento sono:

  • Coniuge, oppure partner a cui si risulti legati da Unione Civile, non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni;
  • Figli minori , anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso; i minori adottati o affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli;
  • Figli maggiorenni a carico, qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale (100%);
  • Genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, ovvero genitori ultrasessantacinquenni , qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi problemi di salute;
  • E’ consentito inoltre l’ingresso, per ricongiungimento al figlio minore regolarmente soggiornante in Italia, del genitore naturale che dimostri il possesso dei requisiti di disponibilità di alloggio e di reddito previsti dalla procedura per il ricongiungimento. Ai fini della sussistenza di tali requisiti si tiene conto del possesso degli stessi da parte del genitore già presente sul Territorio Nazionale.

Non è consentito il ricongiungimento di coniuge o genitore che risulti coniugato con cittadino straniero regolarmente soggiornante con altro coniuge nel Territorio Nazionale.

Nel caso di richiesta di ricongiungimento di un genitore ultrasessantacinquenne è richiesta un’ assicurazione sanitaria , oppure l’attestazione dell’ iscrizione volontaria al SSN . Al momento della presentazione dell’istanza sarà sufficiente redigere una dichiarazione di impegno a sottoscrivere una polizza assicurativa, la quale verrà poi materialmente sottoscritta entro 8 giorni dall’ingresso nel Territorio dello Stato e prima della presentazione allo Sportello Unico.

Il richiedente deve dimostrare la disponibilità di un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, aumentato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere. Ai fini della determinazione del reddito si tiene conto:

  • di eventuali familiari a carico precedentemente ricongiunti e di figli nati in Italia già inseriti sul PSE (Permesso di Soggiorno Elettronico);
  • anche del reddito, opportunamente documentato, prodotto dai familiari conviventi (con i quali va dimostrato il vincolo di parentela anche attraverso documentazione tradotta e legalizzata presso il Consolato italiano del Paese di origine).

I titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria non dovranno dimostrare la sussistenza di questo requisito.

Documentazione richiesta per la dimostrazione del requisito del reddito per i lavoratori subordinati

  • Ultima dichiarazione dei redditi;
  • Ultime tre buste paga per i lavoratori dipendenti, oppure la comunicazione telematica di assunzione all’I.N.P.S. per i lavoratori domestici.
  • Contratto di lavoro/lettera di assunzione (Modulo UNILAV) per i lavoratori dipendenti, oppure gli ultimi 3 bollettini di versamento I.N.P.S. per i lavoratori domestici.
  • Autocertificazione del datore di lavoro, redatta sul  Mod. S3 con data di compilazione non anteriore a un mese, da cui risulti l’attualità del rapporto di lavoro e la retribuzione mensile corrisposta, completo di fotocopia del documento di identità, debitamente firmato. Se il datore di lavoro è straniero, dovrà consegnare anche la fotocopia del proprio permesso di soggiorno;
  • Se l’attuale rapporto di lavoro è iniziato da meno di un anno , per cui il lavoratore non è in possesso della dichiarazione dei redditi, l’autocertificazione del datore di lavoro (Mod. S3) dovrà contenere anche l’indicazione del reddito annuo lordo presunto del lavoratore e inoltre dovranno essere allegate tutte le buste paga di cui il lavoratore risulta in possesso, a partire da un minimo di tre.

L’interessato deve dimostrare la disponibilità di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità abitativa e che risulti conforme ai criteri igienico-sanitari previsti dalla Legge regionale. La certificazione è rilasciata dagli uffici tecnici dei comuni. Nota Bene: i ricercatori stranieri presenti in Italia, i titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria non dovranno dimostrare la sussistenza di questo requisito.

Una volta ottenuto il nulla osta al ricongiungimento familiare da parte dello Sportello Unico competente, la certificazione attestante il rapporto di parentela, matrimonio, minore età e ogni atto di stato civile necessario, debitamente tradotta e legalizzata, dovrà essere presentata, da parte dei familiari beneficiari del Nulla Osta, all’Autorità diplomatico-consolare italiana competente per il Paese di origine o provenienza al momento della richiesta del Visto d’ingresso nel territorio dello Stato italiano.
Nel caso in cui la certificazione richiesta non sia reperibile per mancanza della competente autorità straniera o non presenti la necessaria affidabilità, la rappresentanza diplomatica presso il Paese di provenienza (o comunque competente) dei familiari rilascia la predetta documentazione sulla base delle verifiche ritenute necessarie, effettuate a spese degli interessati.
Nel caso di figli maggiorenni a carico , oppure nel caso di figli impossibilitati al sostentamento dei propri genitori ultrasessantacinquenni per documentati, gravi motivi di salute, lo stato di salute è documentabile attraverso certificazione rilasciata a spese del richiedente, dal medico nominato dalla rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente per il Paese di provenienza dei familiari per i quali è stato richiesto il ricongiungimento.

Richieste per Ricongiugimento Familiare

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