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Ordinanza di Cittadinanza Iure Sanguinis

Introduzione

In questo articolo raccontiamo del caso riguardante la Signora F.R., nata in Brasile e discendente da italiani, che abbiamo orgogliosamente assistito per il ricorso nei termini dell’art. 702/bis del Codice di Procedura Civile nel Tribunale di Roma, meglio noto come procedimento di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis per via materna. Viene riportata l’ordinanza emessa dal Giudice in data 13/11/2019 con gli opportuni commenti.

La discendenza

Con ricorso ex art. 702 c.p.c., la ricorrente ha chiesto l’accertamento ed il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. per essere discendente diretta di G.A.B., cittadino italiano, nato a Castiglione di Garfagnana (LU) il 16.1.1893. G.A.B. emigrava in Brasile ove nel 1921 sposava M.A. G. senza mai rinunciare alla cittadinanza italiana e senza mai naturalizzarsi cittadino brasiliano. (ricordiamo ai lettori, che tra i vari documenti necessari per l’ottenimento della cittadinanza iure sanguinis vi è il negativo di naturalizzazione).

Dal matrimonio tra G.A.B e M.A.G. nasceva il 21.1.1925 W.B. che nel 1946 sposava G.J.L., passando a chiamarsi, dopo il matrimonio, W.B.L. Dall’unione tra W.B. e G.J.L., il 24.2.1947 nasceva L.C.P. che a sua volta nel 1973 sposava L.C.P.R. Dal matrimonio tra L.C.P. e L.C.P.R., nasceva il 12.8.1977 la nostra assistita F.R. La linea di discendenza riportata in ricorso trova esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debitamente tradotta e apostillata.

discendenza cittadinananza iure sanguinis 2.jpg

Dall’albero genealogico è ravvisabile un passaggio per linea femminile intervenuto prima dell’entrata in vigore della Costituzione Italiana in data 1° gennaio 1948. Tale sequenza, sulla base dell’art. 10 comma 3 della L. 555/1912 , avrebbe provocato la perdita la perdita della discendenza per la donna italiana che si univa in matrimonio con un cittadino straniero. La figlia dell’avo italiano (W.B.), italiana, non avrebbe potuto trasmettere la cittadinanza a sua figlia L.C.L., in quanto contraente matrimonio con G.J.L., brasiliano.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 30 del 9 febbraio 1983, ha dichiarato incostituzionale l’art. 1 della L. n. 555/1912, nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino italiano per nascita il figlio di madre cittadina, in violazione degli artt. 3 e 29 della Costituzione. Sulla scorta dell’intervento della Corte Costituzionale, l’equiparazione tra uomo e donna in materia di cittadinanza è stato affermato a livello normativo dapprima con la Legge n. 123 del 21 aprile 1983, art. 5 (“E’ cittadino italiano il figlio minorenne, anche adottivo, di padre cittadino o madre cittadina”), e successivamente dall’art. 1, lettera a) della Legge n. 91 del 1992, il quale recita, più incisivamente, che “è cittadino italiano per nascita il figlio di padre o di madre cittadini”.

Su questa base, il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide:

  • accoglie la domanda e, per l’effetto, dichiara che la ricorrente è cittadina italiana;
  • ordina al Ministero dell’Interno e, per esso, all’ufficiale dello stato civile competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;

I tempi

Nel caso di specie lo sviluppo temporale del procedimento dall’iscrizione a ruolo della causa fino all’accoglimento e all’invio degli atti all’agenzia delle entrate si è concluso in circa 9 mesi, al di sotto del tempo medio prevedibile per processi di simile complessità. La sequenza è chiaramente mostrata dallo storico del fascicolo, qui sotto riportato:

storico fascicolo cittadinanza iure sanguinis fr

Che dire? Complimenti al team dello Studio Legale Cannizzaro e congratulazioni alla nostra assistita F.R. per essere tornata ad essere Cittadina Italiana! Scarica l’ordinanza di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis per una consultazione più approfondita.

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