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Illecito civile da incidente stradale: procedura di attivazione del risarcimento

Affinché un evento determini un risarcimento del danno (ossia nel caso venga posto in essere un illecito civile da circolazione stradale) è necessario che sussista e sia accertato un duplice rapporto causale: causalità materiale tra la condotta, omissiva o commissiva, e la lesione dell’interesse giuridicamente protetto dall'ordinamento giuridico.
avvocato a bologna per incidente stradale

Tutela Giuridica

Affinché un evento determini un risarcimento del danno (ossia nel caso venga posto in essere un illecito civile da circolazione stradale) è necessario che sussista e sia accertato un duplice rapporto causale: causalità materiale tra la condotta, omissiva o commissiva, e la lesione dell’interesse giuridicamente protetto dall’ordinamento giuridico.

La norma che disciplina tale casistica è quella contenuta nell’art. 2043 c.c., che letto in combinato disposto con l’articolo 2054 c.c., ha provveduto ad introdurre un sistema di presunzione relativo all’accertamento dell’elemento soggettivo dell’illecito.

Ed infatti è il primo comma dell’art. 2054 c.c. che pone l’obbligo a carico del conducente del veicolo l’obbligo di risarcire il danno cagionato (salvo che dimostri l’assenza di colpa offrendo adeguata prova liberatoria).

In presenza di un sinistro stradale, il danneggiato ha il diritto ad essere risarcito e ristorato dei danni subiti che andranno quantificati in base al concetto di danno risarcibile in concreto, che, a norma dell’art. 1223 c.c. costituiscano una conseguenza diretta ed immediata dell’illecito.

Tipologie di danno

Le tipologie di danno che il nostro sistema normativo sono due:

  • danno patrimoniale che emerge quando si dimostra l’effettivo impoverimento del patrimonio della persona a seguito dell’incidente. Più in generale il danno patrimoniale si riferisce a tutte le spese sostenute posteriormente al sinistro (come ad esempio il conto del meccanico o del carrozziere, le spese per i farmaci, per visite specialistiche, riabilitazione..). In tale ambito si deve inoltre sempre far riferimento a due concetti essenziali: Danno emergente e lucro cessante che fanno riferimento, l’uno alla lesione diretta del patrimonio del danneggiato che subisce il danno e l’altro ai minori guadagni che conseguano al danneggiato dall’illecito (nell’infortunistica stradale ad es. la rottura di una parte dell’autovettura).
  • danno non patrimoniale si identifica con la lesione di un bene non suscettibile di valutazione economica, come ad es. la salute. Su tale tema è necessario fare delle considerazioni. Con le cosidette “sentenze gemelle” del 2003 (Cass. Civ. Sez. III, 31 maggio 2003 n. 8827 e 8828) è stata messa in discussione l’interpretazione dominante contenuta nell’art. 2059 c.c. quale figura di danno legata solo al pretium doloris (compenso pecuniario dovuto dall’autore di reato alla vittima che abbia subito, a seguito del reato, sofferenze psico-fisiche – dolore, angoscia, ansia- e quindi un danno non patrimoniale ma morale).

La corte ha suddiviso il danno in tal senso descritto in: danno morale, danno biologico, danno esistenziale.

Danno morale – che si sostanzia nel “turbamento psicologico transeunte” ha continuato ad essere coincidente con il pretium doloris derivante da reato ex art. 185 c.p.; il danno biologico – inteso come “lesione all’integrità psicofisica dell’individuo, malattia del corpo e della mente” ricondotto alla lesione del diritto alla salute di cui all’art. 32 della Costituzione; danno esistenziale – quale “lesione della vita di relazione” ossia a quei diritti che rinvengono la loro sede materiale nell’art. 2 della Costituzione e che si riferiscono all’individuo sia come singolo che nelle formazioni sociali nelle quali egli esplica la sua personalità.

A causa di una forte disomogeneità da parte dei Tribunali nazionali, nel sistema di applicazione dei criteri per la determinazione e quantificazione del danno non patrimoniale, la Suprema Corte ha stabilito che per la quantificazione dello stesso era necessario optare per l’applicazione dei criteri offerti dalle Tabelle elaborate dal Tribunale di Milano.

Ed infatti la Corte ha stabilito che gli importi in esse fissati, incarnano “il valore da ritenersi equo, e cioè quello in grado di garantire la parità di trattamento e da applicare in tutti i casi in cui la fattispecie concreta non presenti circostanze idonee ad alimentare o ridurne l’entità”.

Sinteticamente si può riassumere che:

in seguito ad un sinistro stradale possono derivare due tipi di danni:

Categorie di danni

A loro volta le due categorie si suddividono in altre voci risarcibili:

  • danni morali;
  • danno da mancato guadagno in seguito ad impossibilità di lavorare
  • danni per il mancato utilizzo del veicolo
  • rimborso di tutte le spese
  • danni morali.

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