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Caduta per dislivello – sentenza 06-07-2016

In questa pagina viene riportata e commentata la sentenza della Corte di Cassazione del 06-07-2016, riguardante la caduta della signora GF dovuta ad un dislivello presente nella zona antistante l’entrata dell’albergo nella quale era ospite. 

Intoduzione

Il 6 Marzo 2010 la sig. GF era giunta nella città di RRR per pernottare nell’hotel HHH, insieme ai soci dell’associazione culturale CCC, della quale la medesima faceva parte. La struttura era stata scelta come appoggio durante un viaggio a scopo culturale e ricreativo per il comfort reclamizzato nel sito internet. Alle ore 19.00, dopo che l’autobus a mezzo del quale si era compiuta la trasferta parcheggiava nell’area antistante l’entrata dell’albergo e si fermava per consentire la discesa dei passeggeri, GF attraversava il cortile dell’albergo, dirigendosi verso l’entrata. Nella circostanza inciampava in un dislivello del terreno e cadeva a terra battendo il viso sulla pavimentazione, procurandosi lesioni quali anche la frattura del naso e dovendo ricorrere alle sanitarie e mediche. Il dislivello non era segnalato in alcun modo nè poteva dirsi visibile a causa della scarsa illuminazione presente all’entrata dell’hotel. 

Prova del nesso causale tra il fatto e l’evento dannoso

Le dichiarazioni testimoniali rese concordano sulla dinamica del sinistro e sulla situazione di fatto esistente al momento dello stesso, nella specie le testimonianze rese dalle sigg. CM, CG ed MZ sono concordi nel ricostruire l’accadimento con l’arrivo dell’autobus trasportante gli associati in una zona adiacente l’albergo, l’attraversamento di un cortile di ghiaia nei pressi dell’albergo, l’imbocco di un vialetto in pavimentazione ove è avvenuta la caduta dell’attrice, proprio all’inizio di tale pavimentazione, l’esistenza di un dislivello tra il cortile di ghiaia e la pavimentazione medesima, con la precisazione che il dislivello era di qualche centimetro, la caduta di GF, battendo il viso sulla pavimentazione, l’assenza di segnalazioni di qualsiasi tipo e l’assenza o scarsità di illuminazione (trattandosi di ora preserale tra le 18 e le 19 di marzo quando ormai verosimilimente è pressoché buio) in quanto la sola luce in zona era quella che filtrava dalle finestre dell’hotel.

Meno attendibile la testimonianza di M, figlio della legale rappresentante della convenuta [dell’hotel] e collaboratore dell’impresa famigliare, in ogni caso non presente al sinistro trovandosi alla reception e allertato solo successivamente alla caduta quando l’attrice è stata portata nella hall per chiedere soccorso, chiamando poi l’ambulanza per il trasporto in pronto soccorso.

Prova del rapporto tra cosa in custodia e convenuto

Quanto alla pavimentazione, è del tutto pacifico sia pertinente all’hotel, mentre il cortile in ghiaia il medesimo test M, pur indicandola come zona comunale, conferma che è di fatto pertinente all’hotel medesimo che utilizza l’area in ghiaia come parcheggio per propri avventori e si occupa costantemente della manutenzione, in quanto con i propri addetti e proprio personale fa manutenzione e livella la ghiaia medesima, verosimilmente spostata dal passaggio delle auto dei clienti dell’hotel che vi sostano.  Questa ultima indicazione rende palese che sia costante il prodursi di dislivelli, buche o avallamenti nella ghiaia tali da rendere necessaria abituale manutenzione.

In ogni caso la caduta è avvenuta al confine tra la zone di ghiaia e il pavimento proprio per un dislivello a mò di gradino di fatto esistente in quel momento e non percepibile o visibile, stante le circostanze di luogo già evidenziate, e conclusa sul vialetto in pavimento. […]. Le testimonianze hanno confermato univocamente che il fatto è avvenuto nella zona di pertinenza esterna dell’albergo, confermando così il dovere di custodia gravante sull’albergo, ed hanno altresì concordemente confermato il nesso materiale tra fatto (caduta)  ed evento (lesioni). [Il giudice quindi qualifica il caso nell’ambito dell’art 2051 c.c.: “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”, e tuttavia apre la strada anche ad una interpretazione secondo l’art. 2043 c.c.]

Considerazioni contestuali

Si rileva peraltro che in data 02.09.2014 il CTU trasmetteva la bozza di perizia ai consulenti di parte incaricati e non pervenivano secondo i termini di 15 giorni successivi all’invio della bozza, concessi al conferimento dell’incarico, osservazioni dal consulente di parte attorea. In particolare quindi tardiva e inconferente la richiesta dell’attrice che invece all’udienza istruttoria successiva  asseriva la contraddittorietà ed il difetto di motivazione tra le conclusioni rese nella perizia in punto di invalidità temporanea e i certificati e i referti depositati ed offerti in comunicazione al CTU incaricato, chiedendo di sentire il CTU a chiarimenti sul punto. Tali contestazioni sono di carattere meramente tecnico e non giuridico e dovevano eventualmente essere poste in sede di perizia dal consulente. […]

Valutazione danno da vacanza rovinata

Peraltro non si può propriamente considerare la voce di danno da vacanza rovinata nel caso de quo in quanto non vi è stato un ricovero, né è stato interrotto il soggiorno turistico, che era già di per sé breve, nello spazio di un fine settimana, né vi è stato annullamento di pacchetto turistico da parte dell’organizzatore.[…]

Esito

La domanda proposta da GF è dunque accolta.

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