Spese straordinarie per mantenimento dei figli

La legge n. 54-2006 dispone che il regime da seguire nel mantenimento dei figli prole sia quello diretto, cioè mediante rimborso all’occorrenza di spese. Tuttavia, nella prassi consolidata da tempo, i Giudici dispongono l’obbligo di pagamento di una somma mensile a titolo di mantenimento dei figli ordinario (vitto, alloggio, utenze, vestiario) e una misura in percentuale per la partecipazione alle spese straordinarie, che sono quelle spese non preventivabili per il loro carattere oneroso o occasionale.

Così, nella parte del provvedimento provvisorio o definitivo relativa al mantenimento dei figli, il Giudice stabilisce un importo mensile da pagare per ciascun figlio e una percentuale di partecipazione alle spese straordinarie (un esempio di tale formulazione può essere “dispone che il genitore non collocatario versi all’altro l’importo di 300,00 euro mensili, quale mantenimento ordinario, da versare anticipatamente entro il giorno cinque di ogni mese e da adeguare annualmente in base agli indici ISTAT, oltre al pagamento del 50% delle spese straordinarie“). 

Anche la Corte di Cassazione ha sancito che le ”spese straordinarie” non possano mai ritenersi comprese in modo forfettario all’interno della somma da corrispondersi con l’assegno periodico e/o come mantenimento diretto, rischiandosi contrariamente di recare pregiudizio al minore (Cass. civ., n. 9372, del 08 giugno 2012).

Come distinguere spese ordinarie e straordinarie? I primi interventi sono stati quelli della giurisprudenza che ha distinto le spese ordinarie, cioè quelle destinate a soddisfare i bisogni quotidiani del minore, da quelle straordinarie, che sono invece costituite dagli “esborsi necessari a far fronte ad eventi imprevedibili o addirittura eccezionali, ad esigenze non rientranti nelle normali consuetudini di vita dei figli minori fino a quel momento…” [Cassazione].

Per evitare disquisizioni aggiuntive sulla natura di queste spese, negli ultimi anni è invalsa la prassi da parte dei alcuni Tribunali di stipulare dei protocolli d’intesa tra Foro, Avvocatura e associazioni rappresentative, con lo scopo di creare dei veri e propri elenchi o almeno delle linee guida chiare e a cui riferirsi nel dubbio per la qualificazione e la distinzione delle spese ordinarie e straordinarie.

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