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Cancellazioni e Nuovi termini

Il 4 ottobre 2018 è stato firmato dal Presidente Mattarella il DECRETO UNICO IMMIGRAZIONE E SICUREZZA (Decreto Legge 4 ottobre 2018 n. 113 entrato in vigore il 5 ottobre – Gazzetta Ufficiale n. 213 del 4.10.2018) precedentemente approvato dal Consiglio dei Ministri. Tale Decreto introduce una modifica alla legge sul riconoscimento della cittadinanza italiana in diversi punti. Per quanto concerne il Capo III disciplinante le “Disposizioni in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza”, alla legge sulla cittadinanza italiana 5 febbraio 1992, n. 91 sono state apportate le seguenti modifiche:

  • all’ ART. 8, il comma 2 è stato abrogato;
  • all’ART. 9- bis comma 2 , le parole “di importo pari a € 200” sono state sostituite dalle parole “di importo pari ad € 250”;
  • Dopo l’ART. 9 – bis è stato inserito l’ART. 9-ter “il termine di definizione dei procedimenti di cui agli art. 5 e 9 (cittadinanza per naturalizzazione e matrimonio) è di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda”.

La previsione di tale termine è altresì stata prevista per i procedimenti di riconoscimento della cittadinanza italiana avviati dall’autorità diplomatica o consolare o dall’Ufficiale di stato civile a seguito di istanze fondate su fatti occorsi prima del 1 gennaio 1948.

Revoca della Cittadinanza

Dopo l’ART. 10 è stato inserito l’ART 10 -bis “La cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 4 , comma 2,5 e 9 è revocata in caso di condanna definitiva prevista per i reati previsti dall’art. 407 comma 2 lett. a n. 4 del codice di procedura penale (“delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni, nonché delitti di cui agli articoli 270, terzo comma, [270bis, secondo comma], e 306, secondo comma, del codice penale”) nonchè per i reati di cui agli art. 270 ter e 270 quinques del codice penale. La revoca della cittadinanza è adottata entro tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno. Alla luce delle recenti modifiche si può affermare che la previsione normativa mira a dilatare i tempi di attesa di concessione della cittadinanza e ad introdurre disposizioni molto più restrittive. Mentre precedentemente la conclusione dell’iter di riconoscimento della cittadinanza italiana (per naturalizzazione e matrimonio) era di due anni, con la nuova previsione questo termine aumenta a quattro.

Tale aumento della previsione temporale relativo alla conclusione dell’iter di riconoscimento della cittadinanza, unitamente all’abrogazione dell’art. 8 comma 2 comporterà non pochi problemi soprattutto per i richiedenti il riconoscimento della cittadinanza per matrimonio. Mentre precedentemente la normativa prevedeva, allo scadere dei due anni, la determinazione da parte della pubblica amministrazione del silenzio-assenso e la possibilità per il richiedente di ricorrere al giudice ordinario, ora la nuova previsione normativa, con l’abrogazione del citato art. 8 comma 2, prevede il rigetto della domanda anche con il decorso del termine massimo di quattro anni.

Domande Frequenti

Il nuovo Decreto Salvini si applicherà anche alle domande in corso di elaborazione?
Tale domanda ad oggi sembra trovare una risposta positiva. Si applicherà, salve successive modifiche, ai nuovi procedimenti, alle pratiche già presentate e ai procedimenti in corso (art. 14 comma 2). La norma appena descritta (che ad oggi deve essere ancora convertita in legge) è retroattiva ossia, andrà a disciplinare atti o fatti verificatisi anteriormente all’entrata in vigore e ciò in quanto il principio generale della irretroattività della norma nel nostro ordinamento giuridico è disciplinata, in termini generali, dall’art. 11 comma 1 delle preleggi per cui: la legge non ha effetto retroattivo e dispone solo per il futuro. Così anche in penale l’art. 25 comma 2 dispone che nessuno può essere punito se non in forza di una legge già esistente. Tuttavia, l’irretroattività in ambito penale ha copertura Costituzionale, mentre le preleggi che stabiliscono l’irretroattività in ambito generale, possono essere derogate da una nuova legge.

Se il Decreto non viene convertito in Legge cosa succede?
La mancata conversione del Decreto Legge in Legge, entro 60 giorni dalla Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, comporta la sua perdita di efficacia sin dall’inizio. 

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